[radioFinzioni]
e il tumblr di finzioni?

ciao utente tumblr, sono l’utente tumblr simonerossi.

forse ti eri dimenticato che tra i tumblr che segui c’era anche questo radiofinzioni, nato un annetto fa quando pensavamo di fare una radio di finzioni, e mai coltivato, e insomma tra un po’ lo chiudo.

la notizia è che c’è il nuovo tumblr di finzioni, la tua rivista di lettura creativa preferita. il suo indirizzo, coerentemente, è finzioni.tumblr.com. dentro ci rimbalzeremo le cose del sito, e vabbeh, ma soprattutto ci terrò una nuova rubrichetta che ho pensato l’altro giorno e che inizierà ad andare in onda quanto prima.

insomma, se followavi questo tumblr, puoi tranquillamente defollowarlo e iniziare a followare quell’altro, e ti prometto che non userò mai più verbi come followare e composti.

per ora non c’è quasi niente, il layout è standard, farò un po’ di prove, insomma, pazienza e fiducia, fiducia e pazienza, e grazie per l’attenzione, e spargi voce, nel caso.

ah, la rubrica si chiamerà sfogliatine.

(tipo polpette, ma con i libri)

il quattordicesimo uomo in campo.

il quattordicesimo uomo in campo.

Yet it seems like people will never get tired of probing you about how much of your fiction is autobiographical.

I wonder why. No other authors – when I read about them – get asked this. Michael Chabon doesn’t get asked this. Jonathan Franzen doesn’t get asked this. Jonathan Lethem doesn’t get asked this. I get asked this. Maybe because I’m just not as good a writer as they are.

Oh, Bret.
La coperta per leggere a letto spacca.
I libri stanno uccidendo internet (cit.)

Esce il libro dei luoghi comuni al contrario, con prefaziò di Bartezzà e titolo francamente bruttino.

Cosa sarebbe la musica senza il mondo?

vecchio, leggermente antipatico e perfino un po’ trombone.
Massimo Mantellini spiega l’internèt a Umberto Eco.
well, you know, we all wanna change the world.
"La lettura è creativa quando si ribalta la gerarchia secondo la quale i libri, e tramite loro gli scrittori/angarioni, parlano e i lettori stanno zitti; è un movimento contro la passività “storica” del lettore che, invece, vuole dire la sua. Si appropria del libro e, letteralmente, gli fa dire quello che vuole. Le riviste di letteratura italiane, ci sembra, si dividono abbastanza nettamente in due frange: quelle scritte da scrittori e quelle scritte da lettori, e ognuna delle due fazioni si rivolge essenzialmente al proprio pubblico. Chi legge quattro libri al mese per divertimento, chi si fa prima due risate con Wodehouse e poi due coglioni così con Baricco, chi si inquieta con Hoffman e si sorprende con Roald Dahl e ha brama continua di nuove idee, difficilmente si avventurerà tra le diecimila battute e passa di Carmilla o nel crescente ermetismo di Nazione Indiana, giusto per dirne due.
Allo stesso modo un giovane o meno giovane scrittore intellettuale teorico italianista filologo acculturato professore freelance faticherà a farsi due risate con le finte recensioni di Alessandro Romeo di RivistaInutile e sarà restio a prendere consapevolezza del validissimo vademecum di Teflon, giusto per citare due ospiti di questo numero”.

well, you know, we all wanna change the world.

"La lettura è creativa quando si ribalta la gerarchia secondo la quale i libri, e tramite loro gli scrittori/angarioni, parlano e i lettori stanno zitti; è un movimento contro la passività “storica” del lettore che, invece, vuole dire la sua. Si appropria del libro e, letteralmente, gli fa dire quello che vuole. Le riviste di letteratura italiane, ci sembra, si dividono abbastanza nettamente in due frange: quelle scritte da scrittori e quelle scritte da lettori, e ognuna delle due fazioni si rivolge essenzialmente al proprio pubblico. Chi legge quattro libri al mese per divertimento, chi si fa prima due risate con Wodehouse e poi due coglioni così con Baricco, chi si inquieta con Hoffman e si sorprende con Roald Dahl e ha brama continua di nuove idee, difficilmente si avventurerà tra le diecimila battute e passa di Carmilla o nel crescente ermetismo di Nazione Indiana, giusto per dirne due.

Allo stesso modo un giovane o meno giovane scrittore intellettuale teorico italianista filologo acculturato professore freelance faticherà a farsi due risate con le finte recensioni di Alessandro Romeo di RivistaInutile e sarà restio a prendere consapevolezza del validissimo vademecum di Teflon, giusto per citare due ospiti di questo numero”.

blue-eyed, sandy-haired bel ragazzo

“In 2008, Paolo Giordano, an Italian physi­cist in his mid-20s, published his first novel. Called The Solitude of Prime Numbers, it won Italy’s most coveted book prize, the Premio Strega. Because Italy does not have a robust reading culture, the fact that this literary debut has sold more than a million copies there hints both at the extraordinary magnetism of Giordano’s voice and at the human interest lurking behind the left-brain mathi­ness of his ­title. (His being a blue-eyed, sandy-haired bel ragazzo probably didn’t hurt, either.)”

Il New York Times ha recensito La solitudine dei numeri primi (segnalata da redford che l’ha letta su camillo)

placesthatpull:

5. Don’t Change for Love (Great Expectations by Charles Dickens)

io sono come sono.

e cerca di cambiare.

no. l’ha detto dickens.

(per dire)