La lettura di Nabokov è di conforto perchè lui di questo periodare meravigliosamente senza terra ne ha fatto un’estetica. Ha una padronanza crudele e impressionante delle parole inglesi, e dei giochi per cui si possono utilizzare, ma al tempo stesso quando lo leggo penso, “ma questo però non è inglese”. Ed è sollevante sentire per un attimo che io, Nabokov, e il tassista pakistano abbiamo una cosa in comune. Poi vabbè, Nabokov era un aristocratico russo dandy entomologo che parlava diciotto lingue (secondo me era un anche po’ stronzetto, da come tratta i suoi personaggi). Però accontentiamoci delle cose in comune.
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| — | Leggere Nabokov da quasi-bilingui. |
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