[radioFinzioni]
giuda ballerino

“Per me scrivere è come essere depressi. E’ congenito, ci nasci, non scappi. Io immagino che ci siano in giro centinaia di scrittori e pittori e cantanti e attori che nemmeno sanno di esserlo. Lo sono e ne gioiscono, nella loro inconsapevolezza. Poi ci sono quelli che decidono, e quelli sono fortunati, perchè possono pianificare il loro essere, e magari sono pure bravi e hanno doti e talento e non devono imparare molto più della grammatica e della sintassi. Ma poi ci devono pur essere quelli come me, che scrivono perchè sono questo. Io scrivo perchè è nella mia natura, perchè lo so fare, perchè lo devo fare, perchè se non lo faccio sto male. Scrivo perchè è bello, perchè mi fa star bene anche quando mi fa stare male. Le volte in cui ho dato davvero tutta me stessa e mi sono pianta fuori l’anima stavo scrivendo. Scrivo quindi sono. Quando non scrivo penso, ma è diverso, c’è qualcosa di confortante e materno nella scrittura. Io sono quello che scrivo, e alla fine scrivo di ciò che mi importa, non importa in che forma, non è fondamentale la veridicità, l’attendibilità, la plausibilità.”

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Oggi esce Il filo rosso (Rizzoli), il nuovo libro di Paola Barbato, sceneggiatrice di Dylan Dog. Gente di cui ci fidiamo dice che lei è brava.