[radioFinzioni]
il quattordicesimo uomo in campo.

il quattordicesimo uomo in campo.

well, you know, we all wanna change the world.
“La lettura è creativa quando si ribalta la gerarchia secondo la quale i libri, e tramite loro gli scrittori/angarioni, parlano e i lettori stanno zitti; è un movimento contro la passività “storica” del lettore che, invece, vuole dire la sua. Si appropria del libro e, letteralmente, gli fa dire quello che vuole. Le riviste di letteratura italiane, ci sembra, si dividono abbastanza nettamente in due frange: quelle scritte da scrittori e quelle scritte da lettori, e ognuna delle due fazioni si rivolge essenzialmente al proprio pubblico. Chi legge quattro libri al mese per divertimento, chi si fa prima due risate con Wodehouse e poi due coglioni così con Baricco, chi si inquieta con Hoffman e si sorprende con Roald Dahl e ha brama continua di nuove idee, difficilmente si avventurerà tra le diecimila battute e passa di Carmilla o nel crescente ermetismo di Nazione Indiana, giusto per dirne due.
Allo stesso modo un giovane o meno giovane scrittore intellettuale teorico italianista filologo acculturato professore freelance faticherà a farsi due risate con le finte recensioni di Alessandro Romeo di RivistaInutile e sarà restio a prendere consapevolezza del validissimo vademecum di Teflon, giusto per citare due ospiti di questo numero”.

well, you know, we all wanna change the world.

“La lettura è creativa quando si ribalta la gerarchia secondo la quale i libri, e tramite loro gli scrittori/angarioni, parlano e i lettori stanno zitti; è un movimento contro la passività “storica” del lettore che, invece, vuole dire la sua. Si appropria del libro e, letteralmente, gli fa dire quello che vuole. Le riviste di letteratura italiane, ci sembra, si dividono abbastanza nettamente in due frange: quelle scritte da scrittori e quelle scritte da lettori, e ognuna delle due fazioni si rivolge essenzialmente al proprio pubblico. Chi legge quattro libri al mese per divertimento, chi si fa prima due risate con Wodehouse e poi due coglioni così con Baricco, chi si inquieta con Hoffman e si sorprende con Roald Dahl e ha brama continua di nuove idee, difficilmente si avventurerà tra le diecimila battute e passa di Carmilla o nel crescente ermetismo di Nazione Indiana, giusto per dirne due.

Allo stesso modo un giovane o meno giovane scrittore intellettuale teorico italianista filologo acculturato professore freelance faticherà a farsi due risate con le finte recensioni di Alessandro Romeo di RivistaInutile e sarà restio a prendere consapevolezza del validissimo vademecum di Teflon, giusto per citare due ospiti di questo numero”.

revolution #9, come dicevano i Beatles.

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